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Articolo mese di febbraio 2019

Le città migliori per i ciclisti e come si arriva ad esserlo (parte 1)
Cosa rende una città ciclabile? Ed una città ciclabile oltre ad essere preferibile da chi si sposta in bici, porta altri vantaggi? O svantaggi? E come si arriva a favorire ed implentare una transizione da luogo macchina-centrico a bike-friendly? Quante domande! Ma partiamo dall’inizio.
Ogni anno il sito copenhagenizeindex.eu stila una classifica delle città al mondo sopra i 600.000 abitanti che abbiano sviluppato una struttura e cultura favorevole alla mobilità lenta, con questo intendendo chi utilizza la bici o va a piedi per i propri spostamenti. La classifica è qui (1) e la prima cosa che si nota è che le città sono quasi tutte del nord (Copenhagen, Utrecht, Amsterdam, Strasbourg, Malmoe, Boardeaux, Antwerp, Liubljana, Tokyo e Berlino le prime dieci, nessuna italiana presente tra le venti elencate). I criteri utilizzati per scegliere le città sono:

1) advocacy: come sono valutate e quale livello di influenza hanno le associazioni che si dedicano alla mobilità lenta.
2) cultura ciclistica: la bici si è ristabilita come forma di trasporto tra i normali cittadini o è ancora appannaggio di sotto-culture specifiche?
3) strutture dedicate alla bici: i porta bici sono facili da trovare, le rampe sulle scale, spazi dedicati nei treni, percorsi ciclabili chiari e ben disegnati?
4) bike sharing: la città ha un programma di bike-sharing funzionante e capillare?
5) suddivisione tra generi: quale percentuale tra i ciclisti cittadini è uomo o donna?
6) ripartizione modale nei trasporti: quale percentuale nei trasporti è fatta dai ciclisti?
7) aumento percentuale utilizzo bici dal 2006?
8) percezione della sicurezza?
9) politica: quale il clima politico verso il ciclismo urbano?
10) accettazione sociale: come i guidatori e la comunità in generale vedono i ciclisti?
11) pianificazione urbana: quanta enfasi pongono gli urbanisti/pianificatori della città verso la creazione di una infrastruttura ciclistica e sono bene informati ed aggiornati sulle migliori best practice internazionali? Cioè sono consapevoli di cosa stanno facendo i paesi più evoluti?
12) moderazione del traffico: quali sforzi sono stati fatti per abbassare i limiti di velocità – per esempio zone a 30 km/h ed in generale attività di moderazione del traffico per assicurare una migliore sicurezza a pedoni e ciclisti?
13) bici cargo e trasporti cittadini: la città sta sfruttando il potenziale delle bici cargo sia per uso privato che per attività commerciali?
La classifica, che è fatta da un ente privato e che per tanto non è da intendersi come indice assoluto stile ISTAT ma piuttosto come suggerimento (ben) circostanziato, funge da spunto per capire meglio come è stato possibile introdurre e sviluppare in queste città cultura ed infrastruttura ciclistica.
Partiremo da Copenhagen, incoronata ancora una volta la migliore al mondo. Indagheremo come era prima, come è adesso e come è stato il passaggio, cercando di capire con dati statisticamente rilevanti, se tutta la città ne ha beneficiato  (attività commerciali, livello di inquinamento, etc).
- prosegue il prossimo mese.   A cura di Marcello Libralato
 1) http://copenhagenizeindex.eu/index.html

 

 
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