Osservazioni sul PAT di Treviso

Il 5 settembre è stata depositata presso il comune di Treviso la sintesi delle osservazioni al documento preliminare del PAT condivise e sottoscritte da 28 ASSOCIAZIONI. Fiab Adb Treviso oltre ad esere tra i firmatari di tale documento ha espresso ulteriori osservazioni, di seguito pubblicate e depositate quale proprio contributo al PAT.

FIAB-Amici della Bicicletta di Treviso
OSSERVAZIONI sul PAT di Treviso

Avendo analizzato il Rapporto Preliminare Ambientale ed il Documento Preliminare, la FIAB-Amici della Bicicletta di Treviso esprime le seguenti Osservazioni come suo contributo al PAT di Treviso.

1. Rapporto Preliminare Ambientale (Allegato A)

A pag. 122, nel punto “Mobilità alternativa” in relazione alla situazione esistente  il Rapporto si limita a una breve sintesi dell’analisi svolta nel Biciplan, approvato il 30 aprile del 2012: a tal proposito riteniamo che sarebbe stato più proficuo inserire in questo testo un’analisi più puntuale; inoltre ci sembra che la terminologia utilizzata  ( “percorsi radiali piuttosto discontinui … non sempre protetti”) attenui di fatto le carenze esistenti.

A pag. 123, nel punto sui  “Percorsi Cicloturistici” nel testo vengono  indicati i problemi  solo al livello sintetico della premessa: alcuni tracciati sono già realizzati, di altri solo studi di fattibilità, alcuni da analizzare ex novo; poi segue l’elenco dei quattro percorsi senza indicare le problematiche relative ai singoli tracciati. Riteniamo  che sarebbe stato più utile e trasparente che ogni percorso vedesse indicata la sua specifica situazione.

A pag. 166 su “Mobilità e Pendolarismo”: il testo riporta dati desunti da “La Mobilità sistematica per lavoro e studio nel Veneto” edito nel 2006 dalla Regione Veneto, dati elaborati su dati Istat del 2001 e 1991: tra questi si nota l’aumento del 10%  nell’uso dell’auto privata  a discapito di una riduzione del 7% della mobilità a piedi e/o su due ruote e del 3% del trasporto collettivo.
Notiamo l’assenza di una riflessione sullo scarso utilizzo di bicicletta-piedi-bus  per gli spostamenti casa-lavoro, cioè sulle cause che hanno portato a ciò e sui possibili errori del passato e rimedi per il futuro.

A pag. 172 sull’ “Incidentalità” : nella tabella si riportano i morti anno per anno sulle strade del Comune di Treviso, ma non viene indicato con che mezzo andavano, ovvero se erano pedoni, ciclisti o passeggeri di autoveicoli.
Riteniamo che tale indicazione fosse non solo utile ma specialmente  doverosa, tanto più che nella pagine successive sulla ciclabilità  non viene lesinato lo spazio per l’analisi delle interviste ad alcune centinaia di ciclisti e sul servizio di bikesharing, cose alle quali vengono dedicate sei pagine.
Ci sembra che con tali scelte  si voglia dare l’impressione di grandi interventi e attenzione per la ciclabilità ,  mentre ci sembrano sottaciuti i problemi.

A pag. 179 sul “Trasporto pubblico” si dice quanti km sono stati percorsi e quante linee di bus esistono, ma riteniamo che sarebbe stato utile inserire qui i dati relativi a  quanti passeggeri trasportati in totale e in media giornaliera, nonché una visione diacronica negli anni su quegli stessi  dati.


2. Documento Preliminare al PAT  (Allegato B)

A pag. 24 sulla “Conurbazione” : rileviamo che  non c’è alcun accenno a piste ciclabili  riguardo l’interrelazione tra comuni e invece riteniamo doveroso che vada inserita la ciclabilità come scelta centrale anche nelle relazioni intercomunali .

A pag.  25 sul  “Sistema infrastrutturale”: viene detto solo che “la pianificazione comunale definirà il sistema della  viabilità locale e della mobilità ciclabile e pedonale, ed i collegamenti con la viabilità sovra comunale”: anche in questo caso riteniamo opportuna una maggior definizione,  specificando qui cosa e dove.
Ciò tanto più visto che poi a  pag. 27 parlando di “Viabilità” c’è un accenno sulla viabilità che riguarda le ciclabili : viale della Repubblica (strada  Ovest), dove si dichiara la necessità di realizzare un percorso ciclopedonale che mantenga l’attuale fisionomia con presenza di alberature; e dunque, perché non parlare anche di altre ciclabili?

A pag. 35 sul “Centro storico” : si parla di “possibile allargamento” delle ZTL nell’intero ambito del Centro storico; riteniamo che tale allargamento debba essere non “possibile” ma sicuro e doveroso. E riteniamo che in tutto il centro storico (la città interna alle Mura) debba comunque  essere istituita  una Zona 30 Kmh, di cui nel testo non si parla.

A pag. 55 sul “Parco urbano” il documento propone “l’obiettivo di eliminare il più possibile frastagliati fazzoletti di verde pubblico”; riteniamo che questa sia una scelta gravemente sbagliata, anche se i cosiddetti “fazzoletti” venissero compensati: ogni spazio verde oggi ancora esistente va mantenuto e tutelato, per quanto piccolo possa essere.
Sempre a pag. 55 sul “Verde pubblico”: gli spazi specifici per i cani non “potranno” (come scritto nel documento)  ma “dovranno” essere realizzati: riteniamo infatti che  sia un segno di civiltà che anche chi abita in appartamento abbia a disposizione luoghi in cui  poter lasciar correre il suo cane in tutta libertà e  sicurezza nell’ambito di uno spazio sicuro per i cani stessi.

A pag. 56 parlando di sistema del “Connettivo urbano”: si afferma che  “potrà” mettere in collegamento i plessi scolastici e che “potrà” essere fruibile ciclopedonalmente; in entrambi i casi riteniamo si debba scrivere che “dovrà”.

Ci  sembra che il documento, in generale,  non indichi  una decisa  volontà di porre  al centro del sistema la mobilità sostenibile ovvero, detta diversamente, ci sembra che sia guidato da una visione  culturale sostanzialmente  autoveicolo-centrica. Riteniamo invece che il PAT debba essere l’occasione di  un deciso cambiamento nella cultura della mobilità,  per una migliore qualità della vita della Treviso futura.

A pag. 58 sul “Contenimento energetico” : il documento non va oltre la mera indicazione dell’obiettivo del risparmio e contenimento energetico e della diminuzione della dispersione inquinante, rinviando a future individuazioni delle modalità in campo urbanistico ed edilizio. Noi riteniamo che già questo documento dovesse fornire maggiori indicazioni.

A pag. 59-60 sulle “Energie alternative”: riteniamo che laddove si parla genericamente  di “scenario futuro” in relazione alla produzione di energia elettrica da fonti alternative utilizzando parcheggi e tetti di edifici pubblici e privati,  si debba viceversa indicare tale scelta con maggior decisione evidenziandone la centralità strategica.

Treviso, 5 settembre 2012

 
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