Domenica 9 settembre 2012

Verso Ovest   (Minimalismo ciclistico trevigiano)

Minimalismo ciclistico trevigiano/ versione ufficiale. Si tratta di giro ad anello, di limitato valore culturale ma ricco di una suggestiva armonia agreste. Da porta Santi Quaranta ci muoviamo in direzione ovest, per strade secondarie arriviamo a San Cassiano (vicino a Quinto, non in Val Badia), passiamo la strada che collega Quinto a Paese e passando letteralmente in mezzo ai campi, arriviamo a dei poco conosciuti resti militari (una trincea). Tappa successiva Villanova di Istrana con visita alla Madonna dell'Albera. Ci fermiamo in zona per il pranzo (al sacco) e poi riprendiamo verso est. Passeremo per Quinto, ci dirigeremo quindi verso sud, toccando prima villa Guidini e lasciando a qualche centinaio di metri la casa natale dello scrittore Comisso. Per vie spesso sterrate, rientriamo a Treviso dopo un percorso di circa 40/45 km.

Minimalismo ciclistico trevigiano/ la vera storia. Per due anni abbondanti sono stato pendolare tra Treviso ed Istrana. Quando il clima era mite e cioè da marzo ad ottobre, quasi tutti i giorni percorrevo in bici il tragitto dalla mia casa di Fiera e l'azienda dove lavoravo. Avevo individuato su google maps una strada che mi permetteva di evitare le vie principali. Ogni mattina partivo da casa e con l'aiuto di una buona colonna sonora, con sole o vento e pioggia (faccio per dire), pedalavo spedito per i quasi 20 km di strada. Siccome sono curioso, dove con curiosità intendo la versione light della ricerca dell'infinito, mi era difficile fare sempre la stessa strada. A seconda che stessi ascoltando l'hard core vegano dei minor threat o le note classiche di john coltrane, mi buttavo con maggior o minor decisione su qualche strada che fino a quel giorno non avevo provato. Ogni giorno si trasformava in una piccola gita e quel godimento ciclistico mi porto' molti benefici e qualche equivoco. A tutti dicevo infatti che mi piaceva tantissimo andare a lavorare, involontariamente lasciando credere che mi piacesse il lavoro (dai) quando io intendevo la frase nel suo senso più letterale. Dicendo che mi piaceva andare al lavoro intendevo proprio quello. Amavo cioè percorrere quelle strade prive forse di una particolare storia ma piene di una suggestiva quiete campagnola. Se aguzzavo lo sguardo, vedevo i capannoni che fanno tanto nord est che produce(va), ma se ero distratto da qualche canzone ipnotica dei Sonic Youth, quello che notavo erano campi, siepi frondose che si trasformavano in tunnel verdi, qualche casa un po' nefanda e qualche altra recuperata dal passato con gusto. Quando arrivavo al lavoro, la parte migliore della giornata era finita e pur essendo piuttosto professionale, credo, in effetti ero in attesa dell'altra parte gradevole del giorno.

E cioè il ritorno. Che era sempre speciale perche' portava con se' l'anticipazione della scoperta. Magari la mattina avevo provato una nuova deviazione che mi aveva portato ad un'altra deviazione e se una strada porta all'altra, anche una cosa porta all'altra ed insomma mi ritrovavo a percorrere stradine di sassi, sconnesse e fangose e proprio per questo sorprendenti per la loro refrattarietà ad essere domate. Le sorprese erano molte: dal fagiano impaurito che appena liberato si dimenticava completamente di poter volare e se me lo trovavo di fronte, si produceva in accelerazioni da centometrista. Solo dopo una mezza maratona, il pennuto aveva una subitanea epifania. Me lo vedevo che si dava un'alata sulla fronte come a dire come ho fatto a non pensarci prima! ed in quel momento e solo in quel momento si ricordava delle sue origini aeree, spiccava un gran balzo ed usciva dalla mia traiettoria. Oppure trovavo leprotti che mi tagliavano la strada o mi imbattevo in reperti storici, come i resti di una trincea di guerra mai usata. Insomma, andare al lavoro era un vero piacere. Oltre a rimanere in forma, non consumare, non inquinare, risparmiavo i soldi della benzina ed avevo il vantaggio non previsto e proprio per questo molto gradito, di scoprire che esiste una terra di frontiera o forse di congiunzione tra il presente industriale ed il passato agricolo. E, se devo dire, non e' un posto poi così male.

DETTAGLI:
Partenza: ore 9.30 Porta SS. Quaranta Treviso                Ritorno: ore 17.00
Percorso: 40/45 km. circa                                               Referente: Marcello cell. 349.7586748
Costo
: € 3.00                                                                 Iscrizioni: Contattando il referente
Pranzo: al sacco
 
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